Da dove nasce l’iniziativa WESTMED

Nel 2015 i Ministri dell’Unione per il Mediterraneo (UfM) hanno concordato sulla necessità per la regione mediterranea di utilizzare al meglio il potenziale della blue economy, per promuovere la crescita, l’occupazione e gli investimenti e ridurre la povertà, salvaguardando al contempo i mari. La Dichiarazione ministeriale dell’UfM ha invitato i Paesi partecipanti a favorire una cooperazione sub regionale e nel 2016 i ministri degli Affari esteri di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia hanno previsto la costituzione di un partenariato per il Mediterraneo occidentale. In risposta a tale visione, nell’aprile 2017 la Commissione europea ha lanciato l’iniziativa per lo sviluppo sostenibile della blue economy nella regione del Mediterraneo occidentale (WESTMED). Il 29 e 30 Novembre scorso, a Napoli, i Ministri dei Paesi del Mediterraneo Occidentale si sono riuniti per sostenere e lanciare l’iniziativa: una serie di azioni comuni orientate a rendere lo spazio marittimo comune più sicuro, più pulito e più produttivo. Durante l’incontro I Ministri hanno deciso anche il sistema di governance dell’iniziativa: il comitato direttivo sarà co-presieduto da Algeria e Francia nel 2018, Francia e Marocco nel 2019 e Marocco e Italia nel 2020. La riunione si è conclusa con l’adozione di una Dichiarazione firmata dai 10 Paesi partecipanti (Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia). In parallelo alla riunione ministeriale, si è svolta anche una conferenza a cui hanno preso parte circa 400 partecipanti provenienti da 30 paesi che rappresentano autorità nazionali, regionali e locali, il settore privato, organizzazioni internazionali, università e organizzazioni della società civile impegnate in questioni marittime e marittime, che hanno discusso su opportunità e sfide per i settori dell’economia blu nel Mediterraneo e i modi per stimolare l’economia e creare posti di lavoro.

L’iniziativa WESTMED

L’economia marittima della regione del Mediterraneo occidentale ha un enorme potenziale di sviluppo in tutti i settori connessi: la regione dispone infatti di 200 porti e terminali e il 40% di tutte le merci transita per il Mediterraneo. Inoltre l’area richiama il maggior numero di turisti nel bacino mediterraneo, grazie anche al suo patrimonio artistico e culturale, costituisce un hotspot di biodiversità, con 481 zone marine protette, tra cui i siti della rete Natura 2000, e rappresenta una ricca zona di pesca che garantisce oltre 36.000 posti di lavoro diretti sui pescherecci. Nonostante queste straordinarie risorse, la regione si trova ad affrontare una serie di sfide che vanno ad aggiungersi alla sua instabilità geopolitica generale: una crisi economica e finanziaria persistente, con un elevato tasso di disoccupazione giovanile in diversi paesi, la crescente urbanizzazione delle zone costiere, l’eccessivo sfruttamento degli stock ittici, e l’inquinamento marino. Il cambiamento climatico incide pesantemente sulla regione e l’innalzamento del livello del mare rappresenta una grave minaccia per gli ecosistemi e per le economie delle zone costiere. Altri fattori, come la crescita demografica e l’invecchiamento della popolazione, la  migrazione e la crescente globalizzazione, non faranno che aggravare tali pressioni. Vi è quindi la chiara esigenza di un’iniziativa comune che consenta all’UE e ai paesi limitrofi di collaborare per garantire maggiore sicurezza e protezione, promuovere una crescita blu sostenibile e la creazione di posti di lavoro, e preservare gli ecosistemi e la biodiversità nel Mediterraneo occidentale.

L’iniziativa, che sarà finanziata mediante fondi e strumenti finanziari esistenti a livello internazionale, dell’UE, nazionale e regionale, mira a raggiungere gli obiettivi dell’Unione (le priorità “Occupazione, crescita e investimenti”, “Unione dell’energia e politiche in materia di cambiamento climatico”, “Migrazione” e “Un ruolo più incisivo a livello mondiale”) rafforzando le politiche pertinenti per la regione. L’accento è posto su un migliore coordinamento tra gli strumenti di finanziamento e su un approccio realmente integrato che raggruppi vari campi di intervento e colleghi strettamente tra loro politiche e iniziative dell’UE quali la politica marittima, la politica comune della pesca, la politica di coesione, le politiche per l’ambiente e le zone marine e costiere, la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’UE, il pacchetto relativo alla guardia costiera e di frontiera europea, le strategie sulla crescita blu, la sicurezza marittima, MEDFISH 4EVER, l’adattamento al cambiamento climatico, il 7º programma d’azione per l’ambiente, HORIZON 2020.

Sulla base di un ampio processo di consultazione con le autorità nazionali e gli stakeholder sono stati individuati 3 obiettivi principali:

Uno spazio marittimo più sicuro e protetto

Garantire la sicurezza e la protezione delle attività in mare è essenziale per lo sviluppo sostenibile dell’economia marittima, per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro e per la buona governance dei mari e delle coste. In tal senso le priorità riguardano:

– la cooperazione tra le guardie costiere delle due sponde del Mediterraneo occidentale, attraverso la creazione di reti di centri di formazione, formazioni comuni e scambi di personale.

Sicurezza marittima e lotta all’inquinamento marino, attraverso lo scambio di dati sul traffico marittimo e migliorando la capacità (pianificazione, preparazione e strumenti) di reagire e contrastare l’inquinamento marino causato da incidenti.

Potenziali fonti di finanziamento: ENI, FESR, HORIZON2020, fondi nazionali, FEAMP, Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI).

Risultati da raggiungere:

– Copertura completa del sistema di identificazione automatica entro il 2018 per condividere un maggior numero di dati di monitoraggio del traffico marittimo a livello regionale;

– Rafforzamento della sorveglianza alle frontiere entro il 2018.

Un’economia blu intelligente e resiliente

L’innovazione e la condivisione delle conoscenze sono elementi fondamentali per gestire il cambiamento generazionale nel mercato del lavoro e rendere la regione più sostenibile, competitiva e resiliente alle crisi e agli shock congiunturali. Questo obiettivo è in gran parte fondato su iniziative esistenti quali BLUEMED, l’iniziativa di ricerca e innovazione per l’occupazione e la crescita blu (vedi Focus sulla Blue Economy) nella regione del Mediterraneo, sviluppata congiuntamente da Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna. Le priorità riguardano:

Ricerca strategica e innovazione, attraverso la promozione delle industrie e dei servizi innovativi a base biologica, lo sviluppo di nuove tecnologie di osservazione e monitoraggio degli oceani, la messa a punto di soluzioni su misura e nuove tecnologie che consentano di sfruttare le energie marine rinnovabili e di mitigare i cambiamenti climatici e adattarvisi, favorire il trasferimento di conoscenze e tecnologie.

Sviluppo di cluster marittimi, che contribuiscono a creare innovazione, crescita e posti di lavoro e svolgono un ruolo essenziale nel generare la massa critica necessaria per le attività economiche che attualmente non attirano gli investitori privati. Le azioni in tal senso riguardano lo sviluppo di piccole, medie e microimprese nell’economia blu e la promozione di una rete efficace di cluster marittimi nell’intera regione.

Sviluppo e circolazione delle competenze per far fronte all’attuale squilibrio tra domanda e offerta di competenze nel settore marittimo, attraverso la creazione di reti e scambi tra accademie e istituti marittimi, portuali e logistici, sensibilizzando le professioni marittime per accrescerne l’attrattiva verso i giovani, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nei servizi di trasporto multimodale di merci, nelle catene di approvvigionamento e nelle infrastrutture.

Consumo e produzione sostenibili (trasporto marittimo, porti, turismo marittimo e costiero, acquacoltura marina) attraverso l’adozione di modelli e pratiche sostenibili, l’uso di fonti di energia pulita, la promozione del trasporto marittimo ecocompatibile e delle infrastrutture portuali, lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi turistici tematici (itinerari naturali, storici e culturali, turismo nautico e croceristico), il collegamento dei poli di attrattiva in mare e sulla terraferma (in campo gastronomico, culturale, sportivo, ecc.).

Potenziali fonti di finanziamento: HORIZON2020, fondi nazionali, FEAMP, FESR, COSME, ENI, LIFE, Fondo verde per il clima (Green Climate Fund), FEIS, Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), FSE, ERASMUS+, CEF.

Risultati da raggiungere:

– Includere i paesi del Mediterraneo occidentale nell’iniziativa BLUEMED entro il 2017;

– Aumentare del 25% il numero di porti e porti turistici eco-certificati entro il 2022;

– Aumentare del 20% il valore della produzione acquicola sostenibile entro il 2022;

– Aumentare del 20% il numero di presenze turistiche fuori stagione entro il 2022.

Migliore governance del mare

Per ottenere ecosistemi marini e costieri sani e promuovere nel contempo lo sviluppo socioeconomico è necessario disporre di un solido quadro istituzionale, giuridico e tecnico che consenta di trovare il giusto equilibrio per l’uso di spazio e risorse naturali limitati. Le priorità in questo ambito riguardano:

Pianificazione spaziale e gestione delle zone costiere per garantire l’attuazione della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (PSM) e della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino nonché del protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere (GIZC). Le azioni in questo campo si concentrano sul miglioramento della gestione delle zone costiere e marittime da parte degli attori locali, l’approfondimento della conoscenza sulle interazioni terra-mare mettendo a punto soluzioni ingegneristiche ecocompatibili per il buono stato ecologico dei mari e delle coste, l’elaborazione di strumenti che consentano di individuare siti appropriati per gli impianti offshore e che soddisfino le esigenze della regione in termini di energia e ambiente.

Incrementare le conoscenze in campo marino e marittimo attraverso la raccolta, conservazione e archiviazione dei dati, l’aggiornamento delle informazioni sui fenomeni di erosione e sui rischi nelle zone costiere, la messa a punto di strumenti comuni che consentano di valutare gli impatti delle attività umane, lo sviluppo di veicoli autonomi senza equipaggio e le relative infrastrutture sottomarine.

Garantire la biodiversità e la conservazione degli habitat marini attraverso la creazione e la gestione di zone marine protette, la riduzione dei rifiuti marini, la promozione di campagne di sensibilizzazione sull’ambiente marino e la biodiversità e il volontariato ambientale in tutta la regione.

Sostenere lo sviluppo sostenibile della pesca e delle comunità costiere attraverso l’attuazione della strategia della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo 2017-2020 (GFCM), volta a garantire la sostenibilità della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero, la diffusione delle migliori pratiche per la commercializzazione dei prodotti della pesca, l’incremento della capacità della regione di gestire gli stock ittici mediante piani pluriennali, misure tecniche, zone di divieto e altre misure di conservazione specifiche.

Fonti potenziali di finanziamento: FEAMP, FESR, ENI, HORIZON2020, fondi nazionali, LIFE, Fondo verde per il clima, CFCM.

Risultati da raggiungere:

– Garantire che la pianificazione dello spazio marittimo e la gestione integrata delle zone costiere coprano il 100% delle acque soggette a giurisdizione nazionale e il 100% dei litorali entro il 2021;

– Garantire che almeno il 10% delle zone costiere e marine sia coperto da zone marine protette e da altre efficaci misure di conservazione entro il 2020;

– Ridurre del 20% i rifiuti marini depositati sulle spiagge entro il 2024;

– Includere i paesi del Mediterraneo meridionale nella rete EMODNET entro il 2020;

– Garantire che il 100% dei principali stock del Mediterraneo sia oggetto di un’adeguata raccolta dei dati e di valutazioni scientifiche periodiche e venga gestito mediante un piano di pesca pluriennale entro il 2020.

Open call

Attualmente è possibile partecipare alla call for proposal “Sustainable Blue Economy” (budget complessivo di 14,5 milioni di euro) lanciata dal FEAMP, con scadenza nel mese di febbraio. Per poter prendere visione delle specifiche della call, vi invitiamo a consultare il bando inserito nel numero di Novembre del Navicelli Funding.

Documenti di riferimento

WESTMED Maritime Initiative

Commission staff working document – framework for action