La Urban Water Agenda 2030 è un’iniziativa congiunta dei governi locali e della Commissione europea per salvaguardare l’acqua in Europa e rafforzare le policy europee in materia di acqua migliorando il water management sostenibile delle città.

Il futuro delle policy europee in materia di acqua sarà determinato da questa iniziativa che ha l’obiettivo di raggiungere un buon status ecologico di tutte le risorse idriche e rendere gli Stati membri più preparati nel fronteggiare eventi meteorologici estremi, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE (Acque) che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque e dalla Direttiva 2007/60/CE (Alluvioni) relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi da alluvioni con riferimento alla predisposizione delle mappe della pericolosità.

Dal 24 settembre al primo ottobre si è tenuta a Porto (Portogallo) la conferenza annuale della rete Mayors&Water durante la quale sedici città (Amsterdam, Bonn, Copenhagen, Eindhoven, Genk, Leeuwarden, Lisbon, Mannheim, Murcia, Oslo, Panevėžys, Paris, Porto, Stockholm, Thessaloniki, and Wrocław) hanno firmato la dichiarazione di Porto sull’acqua impegnandosi a supportare il processo di collaborazione tra le città europee e la Commissione europea per lo sviluppo della Urban Water Agenda.

All’interno della dichiarazione si sottolinea l’importanza di un approccio integrato di management dell’acqua, il bisogno di promuovere lo scambio delle buone pratiche da capitalizzare in materia di urban water management e di aumentare gli sforzi per comunicare questa sfida coinvolgendo importanti stakeholder e cittadini.

La dichiarazione può, comunque, essere ancora firmata da tutti i sindaci europei che vogliono impegnarsi a supportare la Commissione in questa sfida che è la UWA2030.

Inoltre si è da poco conclusa una consultazione pubblica promossa da Eurocities e ICLEI (Local Governments for Sustainability) per permettere a tutti di dire la propria sui bisogni delle città e dei cittadini in materia di water management sostenibile, infatti sono stati consultati: i fornitori di servizi idrici, l’industria dell’acqua, i settore della ricerca e la comunità accademica.

Il lavoro che c’è dietro l’Agenda parte da molto lontano e nasce dal bisogno degli amministratori locali europei di conciliare le proprie scelte di management dell’acqua con le policy europee in materia di gestione dei water system per affrontare le seguenti sfide:

  • invecchiamento delle infrastrutture delle acque, spreco dell’acqua e sistemi di gestione del l’acqua piovana;
  • inefficienze causate da perdite d’acqua, over-abstraction e spreco d’acqua nel trattamento degli affluenti;
  • impatti del cambiamento climatico includendo l’aumento delle inondazioni, la siccità e la scarsità di acqua.
  • un deterioramento della qualità di acqua dovuto alle sostanze primarie, farmaceutiche e all’inquinamento agricolo.

La Urban Water Agenda 2030 è co-designed dai governi locali, altri stakeholder nel settore dell’acqua e la Commissione europea attraverso tre processi paralleli:

  • la consultazione regolare di più di 20 membri dell’UWA2030 Core Group of Cities, composto prevalentemente dai rappresentanti dei governi locali, e le società di gestione dell’acqua,
  • una consultazione più estesa che coinvolge 100 governi locali e vari stakeholder in Europa;
  • l’interazione con EUROCITIES Working Group Water che è il ‘Sounding Board’ per carpire eventuali input delle città con meeting semestrali.

L’Agenda si sviluppa su 5 livelli:

locale: sviluppare action plan per un miglior urban water management;

cittadino: costruire consapevolezza, conoscenza e competenze tra gli eletti e i water manager con uno scambio peer to peer;

rive dei bacini: collaborazione con stakeholder;

livello europeo: contributo alle policy:

livello globale: condivisione di policy e pratiche.

Gli obiettivi sostenibili dell’Agenda sono 6:

  • acqua potabile sicura;
  • servizi igienici per tutti;
  • miglioramento della qualità dell’acqua;
  • aumento dell’efficienza dell’acqua;
  • management dell’acqua integrato;
  • protezione dell’ecosistema legato all’acqua.

Il ruolo delle città nelle policy dell’acqua è doppio: nei confronti degli enti gestori delle risorse idriche posso pretendere un impegno a gestire i problemi, come utilizzatori finali dell’acqua possono rivolgersi agli stakeholder per fare qualcosa in merito.

Quali sono le opportunità di finanziamento e le soluzioni innovative per il trattamento delle acque reflue?

Il Programma LIFE rappresenta sicuramente uno strumento importante per ottenere fondi utili a finanziare soluzioni innovative e commerciabile per ridurre l’impatto ambientale del trattamento delle acque reflue.

Il LIFE (the Financial Instrument for the Environment) nell’attuale programmazione prevede un budget di 3,4 miliardi di euro, le cui call dovrebbero essere pubblicate nella primavera 2018.  

La parte dedicata all’acqua del Programma LIFE si trova nel sotto programma Environment, più precisamente al priority area Environment & Resource Efficiency che è più orientata alla tecnologia e al closed-market.

Le priorità del sottoprogramma sono:

All’interno del programma Horizon 2020 sono numerose le call che finanziano la progettazione legata all’acqua, in particolare call che si occupano del cambiamento climatico e della salubrità dei cibi e delle water resources:

Per comprendere al meglio il futuro dell’Urban Water Agenda 2030 bisogna attendere i risultati della consultazione pubblica.

In Europa sono, inoltre, numerose le piattaforme che si occupano di riunire gli stakeholder del water management e della ricerca e innovazione legata alle risorse idriche.

Per esempio la WssTP, cioè la Water Supply and Sanitation Technology Platform, è un’iniziativa della Commissione europea nata nel 2004 per la ricerca e lo sviluppo tecnologico dell’industria dell’acqua ed è una delle best-performing European Technology.

Un’altra piattaforma importante è l’European Innovation Partnerships (EIP) che ha l’obiettivo di velocizzare l’innovazione e contribuire a risolvere le sfide sociali legate all’acqua, avvicinando il settore privato al pubblico.

Il quadro che emerge mostra un rilevante interesse dell’Europa alle opportunità economiche e sociali che scaturiscono dal water management.

Per maggiori informazioni:

UWA 2030.