Il 20 Gennaio il Governo ha approvato il decreto legislativo recante la “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla Legge 28 gennaio 1994, n.84”. Insieme ad altre azioni in corso, il decreto punta sulla competitività dei nostri porti e sostiene il ruolo dell’Italia, attraversata da quattro corridoi ferroviari Ten-t, come hub nel Mediterraneo e piattaforma logistica europea: il pacchetto di norme ha l’obiettivo di mettere ordine nella gestione dei porti italiani che oggi hanno perso di competitività rispetto agli scali europei e mediterranei a causa dei troppi enti coinvolti, della lentezza burocratica e della concorrenza interna. Oltre a modifiche generiche ad alcuni articoli della legge del 28 Gennaio 1994 n.84, le misure più importanti introdotte riguardano la riduzione delle 23 Autorità Portuali che verranno, tramite accorpamenti, trasformate in 15 Autorità di Sistema Portuale (AdSP), l’istituzione del “Tavolo di Partenariato della Risorsa Mare”, del “Tavolo nazionale di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale” , dello “Sportello Unico Amministrativo (SUA)” e la trasformazione dello Sportello Unico Doganale nello “Sportello unico doganale e dei controlli” .

Le 15 Autorità di Sistema Portuale (AdSP) individuate sono:

1) Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale: Porti di Genova (sede), Savona, Vado Ligure;

2) Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale: Porti di La Spezia (sede) e Marina di Carrara;

3) Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale: Porti di Livorno (sede), Piombino, Portoferraio e Rio Marina;

4) Autorità di Sistema Mar Tirreno Centro-Settentrionale: Porti di Civitavecchia (sede), Fiumicino e Gaeta;

5) Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale: Porti di Napoli (sede), Salerno e Castellamare di Stabia;

6) Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Meridionale: Porti di Gioia Tauro (sede), Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Messina, Milazzo e Tremestieri;

7) Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna: Porti di Cagliari (sede), Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme, e Santa Teresa di Gallura (solo banchina commerciale);

8) Autorità di Sistema del Mare di Sicilia Occidentale: Porti di Palermo (sede), Termini Imerese, Porto Empedocle e Trapani;

9) Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale: Porti di Catania (sede) e Augusta;

10) Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale: Porti di Bari (sede), Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli;

11) Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio: Porto di Taranto (sede);

12) Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale: Porti di Ancona (sede), Falconara, Pescara, Pesaro, San Benedetto del Tronto (esclusa darsena turistica), Ortona;

13) Autorità di Sistema Mare Adriatico Centro-Settentrionale: Porto di Ravenna (sede);

14) Autorità di Sistema del Mare Adriatico Settentrionale: Porti di Venezia (sede) e Chioggia;

15) Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale: Porto di Trieste (sede).

La AdSP ha sede nel porto core (i porti strategici a livello Ue inseriti nella rete Transeuropea) ricadente nella stessa AdSP, così come individuato nel Regolamento UE n. 1315/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio, dell’11 Dicembre 2013; in caso di due o più porti core ricadenti nella medesima AdSP, Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ndica la sede della stessa. L’AdSP è un ente pubblico non economico di rilevanza nazionale ad ordinamento speciale, è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministro ed è dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, regolamentare, di bilancio e finanziaria, e svolge i seuenti compiti:

  • indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo;
  • manutenzione ordinaria e strordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali;
  • affidamento e controllo delle attività dirette alla fornitura agli utenti portuali di servizi di interesse generale;
  • coordinamento delle attività amministrative esercitate dagli enti e dagli organismi pubblici nell’ambito dei porti e nelle aree demaniali marittime comprese nella circoscrizione territoriale (i limiti di quest’ultima vengono individuati dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti);
  • amministrazione in via esclusiva delle aree e dei beni del demanio marittimo ricompresi nella propria circoscrizione;
  • promuovere forme di raccordo con i sistemi logistici retroportuali e interportuali;

Per garantire la coerenza con la strategia nazionale viene istituito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Tavolo nazionale di coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale.

Presso le AdSP, la cui circoscrizione territoriale include due o più scali portuali, sarà istituito un ufficio territoriale denominato Direzione di scalo portuale (DDSP), che svolge compiti istruttori, di proposta, amministrativi propri e con potere deliberativo, vigilanza e controllo. Le direzioni di scalo portuali sono amministrate da un direttore di scalo portuale, nominato dal Presidente dell’AdSP, per una durata pari a quella del Presidente stesso, fermo restando che l’incarico cessa nel caso in cui venga meno il mandato del Presidente.

Organi dell’Autorità di Sistema Portuale:

  • Presidente
  • Comitato di Gestione (CG)
  • Segretario Generale
  • Collegio dei revisori dei conti

Istituzione del Tavolo di Partenariato della Risorsa Mare

Per il necessario dialogo con i soggetti economici e sociali attivi nei porti è previsto in ciascuna Autorità di Sistema Portuale l’istituzione di un Tavolo di Partenariato della Risorsa Mare, e sarà composto dal Presidente dell’AdSP che lo presiederà e dal comandante del porto o dei porti facenti parte del sistema portuale dell’AdSP; al Tavolo parteciperanno tutte le associazioni datoriali e sindacali rappresentative delle categorie operanti in porto. Il Tavolo ha funzioni consultive di partenariato economico sociale in ordine:

  • all’adozione del piano regolatore di sistema portuale;
  • all’adozione del piano operativo triennale;
  • alla determinazione dei livelli dei servizi resi nell’ambito del sistema portuale dell’AdSP nonché alla tematica relativa all’organizzazione del lavoro in porto;
  • al progetto di bilancio preventivo e consuntivo;

Laddove in un’unica AdSP siano confluiti o confluiscano più porti core ex sedi di autorità portuali, presso ognuno di questi è istituito il Tavolo del Cluster Marittimo.

Introduzione dello Sportello Unico Amministrativo (SUA) e dello Sportello unico doganale e dei controlli

Rispetto agli attuali 113 procedimenti amministrativi, svolti da 23 soggetti, verranno istituiti:

Sportello Unico Amministrativo (SUA)

Presso la AdSP, lo Sportello Unico Amministrativo svolgerà, per tutti i procedimenti amministrativi e autorizzativi che non riguardano le attività commerciali e industriali, la funzione unica di front office rispetto ai soggetti deputati ad operare in porto: entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto le amministrazioni competenti dovranno adottare il regolamento attuativo del SUA.

Sportello unico doganale e dei controlli

Lo Sportello unico doganale sarà sostituito dallo Sportello unico doganale e dei controlli, da realizzare sotto il coordinamento funzionale dell’Agenzia delle Dogane, a seguito dell’attribuzione di altre funzioni riguardanti la competenza nonché i controlli relativi a tutti gli adempimenti connessi all’entrata e uscita delle merci nel o dal territorio nazionale. I controlli, ad esclusione di quelli disposti dall’Autorità Giudiziaria e di quelli svolti dagli organi competenti per la sicurezza dello Stato, saranno coordinati dall’Ufficio Doganale e saranno eseguiti contemporaneamente e nello stesso luogo: le risorse umane, strumentali e finanziarie per lo svolgimento dei compiti descritti saranno individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministeri interessati. Le amministrazioni che a qualsiasi titolo effettueranno controlli sulle merci presentate in dogana concluderanno i rispettivi procedimenti di competenza entro il termine di 1 ora per il controllo documentale e di 5 ore per il controllo fisico delle merci. I termini indicati decorreranno dal momento in cui le amministrazioni saranno in possesso di tutti gli elementi informativi e saranno soddisfatte le condizioni previste dalla normativa vigente per l’effettuazione dei controlli; quando i controlli richiederanno accertamenti di natura tecnica o prelevamento di campioni saranno validi i termini di esecuzione stabiliti dalla normativa dell’Unione Europea o dai protocolli di settore.

Azioni in corso

Il governo ha precisato che il provvedimento è affiancato da altre azioni in corso per la logistica e portualità, tra cui le semplificazioni per gli escavi e i dragaggi nel Collegato ambientale, i collegamenti ferroviari portuali dell’“ultimo miglio” all’interno del contratto RFI, gli incentivi ferrobonus e il marebonus con 200 milioni di incentivi nella Legge di Stabilità 2016:

  1. Semplificazioni su escavi e dragaggi nel Collegato ambientale

Il decreto rimanda a un Collegato Ambientale che prevede norme più rapide per quanto riguarda scavi e dragaggi in porto, per consentire operazioni per la funzionalità dei bacini. L’aspetto più importante riguarda la possibilità di destinare il materiale dragato, qualora risulti non pericoloso all’origine o a seguito di trattamenti finalizzati esclusivamente alla rimozione degli inquinanti, all’interno di casse di colmata, di vasche di raccolta, o comunque in strutture di contenimento realizzate con l’applicazione delle migliori tecniche disponibili, in linea con i criteri di progettazione formulati da accreditati standard tecnici internazionali adottati negli Stati membri dell’Unione europea e con caratteristiche tali da garantire l’assenza di rischi per la salute e per l’ambiente.

  1. Collegamenti ferroviari e “ultimo miglio”

All’interno del Contratto di Programma 2012 – 2016 (parte investimenti) tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana SpA sono stati attivati diversi collegamenti ferroviari portuali.

  1. Incentivi FERROBONUS e MAREBONUS

la Legge di Stabilità 2016 reintroduce per tre anni i contributi per le imprese che scelgano di utilizzare le autostrade del mare e la ferrovia per trasportare le merci ad esse affidate. Nel 2016 lo stanziamento maggiore, di 45,4 milioni di euro, è dedicato al trasporto combinato strada – mare, ossia il MAREBONUS, mentre nel 2017 la somma destinata alla misura sarà leggermente più bassa (44,1 milioni), per rialzarsi nel 2018 (48,9 milioni). Il contributo per il trasporto combinato strada-rotaia ottiene, a sua volta, 20 milioni l’anno per il triennio 2016-2018. Il contributo è destinato ai servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo o in partenza dai nodi logistici e portali. Il testo prevede che, sempre a favore del trasporto combinato strada-rotaia, si possa destinare una parte delle risorse che sono già state stanziate dalla Legge di Stabilità 2015 per l’autotrasporto, ovvero, i 250 milioni di euro l’anno resi strutturali nel 2015 e che presentano una parte di risorse di difficile spendibilità nei tempi previsti. Il Ministero dei Trasporti dovrà emanare un decreto attuativo, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità, per individuare i beneficiari dei contributi, la misura degli aiuti, le modalità e le procedure per ottenerli. Inoltre, il Governo dovrà notificare questo provvedimento alla Commissione Europea per ottenerne l’approvazione.

Il perché della riforma

L’Italia si trova oggi in una situazione caratterizzata da un lato da una interna frammentazione dei porti nazionali e regionali, da Progetti infrastrutturali inadeguati e dalla mancanza di collegamenti logistici intermodali tra porti, interporti e corridoi ferroviari, dall’altra le sfide globali quali il raddoppio del Canale di Suez, il gigantismo navale, le grandi partnership industriali nello shipping, l’aumento della concorrenza del Nord Europa, Nord Africa, Pireo, Far East, area Baltica. Le misure decise dal Governo sono rivolte proprio a rilanciare il sistema della portualità e della logistica per fronteggiare le grandi sfide del futuro affinché l’Italia recuperi posizioni sulla strada dell’efficienza e della competitività internazionale.

Il sistema dei corridoi europei di trasporto

Il decreto punta sulla competitività dei nostri porti e sostiene il ruolo dell’Italia, attraversata da quattro corridoi ferroviari Ten-t, come hub nel Mediterraneo e piattaforma logistica europea: la nuova Rete TEN-T sarà costituita da una Rete Centrale e da una Rete Globale. La Rete Centrale, costituita da 10 Corridoi, eliminerà le strozzature, ammodernerà le infrastrutture e snellirà le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e merci in tutta l’UE, in modo da migliorare i collegamenti fra i diversi modi di trasporto e da contribuire a raggiungere gli obiettivi dell’UE in materia di riduzione delle emissioni di CO2 provocate dai trasporti. La Rete Centrale, che fungerà da struttura portante dei trasporti nel mercato unico, dovrà essere realizzata entro il 2030.

I Corridoi europei che interesseranno il territorio italiano sono:

  • 1 – Corridoio Baltico – Adriatico
  • 3 – Corridoio Mediterraneo
  • 5 – Helsinki – Valletta
  • 6 – Genova – Rotterdam

Scenario Toscano

La Toscana è completamente integrata nel processo di pianificazione della rete trans europea di trasporto TEN-T. Il progetto dell’Alta Velocità ferroviaria è uno dei cardini dei progetti prioritari. Porti, autostrade e altre infrastrutture compongono il quadro all’interno della rete globale e della rete centrale recentemente presentate dalla Commissione Europea. La Regione Toscana ritiene necessario integrare e completare la rete esistente con una diramazione del Corridoio Mediterraneo, basata sulle relazioni tra regioni del Mediterraneo Occidentale (porti spagnoli) e la regione dell’Alto Tirreno (Porto di Livorno), sviluppando le Autostrade del Mare e le infrastrutture portuali. Dal porto di Livorno, attraverso la linea ferroviaria Livorno / Pisa / Firenze, vi è il collegamento con il corridoio Helsinki – Valletta: l’obiettivo della Regione è di promuovere, con i paesi del Mediterraneo e dei Balcani, l’implementazione dei corridoi di progetti prioritari, a partire dalle infrastrutture esistenti o dai progetti in corso relativi ad Alta Velocità Ferroviaria e Porto di Livorno. La creazione di un asse in direzione est- ovest si inserisce pertanto in una strategia di riequilibrio dei flussi merci marittimi, ed il Mediterraneo può costituire una porta di accesso funzionale ai Paesi vicini del Nord Africa e dei Balcani.

Progetti infrastrutturali del Porto di Livorno

Nell’ottica di uno sviluppo logistico, tre importanti progetti riguardano il miglioramento delle connessioni ferroviarie del porto di Livorno:

  • ​la connessione ferroviaria tra il porto di Livorno e l’Interporto Amerigo Vespucci (il cosiddetto “Scavalco” della linea tirrenica), che ha un costo di 17 milioni di euro, opera che verrà avviata il prossimo anno e si concluderà nel 2019;
  • il collegamento tra l’interporto e linea Vada-Collesalvetti-Pisa (costo 94 milioni di euro), i cui lavori si prevede si possano concludere nel 2022;
  • il bypass della stazione di Pisa (91 milioni di euro), i cui lavori termineranno nel 2024.

Le opere sono state pensate, oltre che per dare effettivo corso al potenziamento del Porto correlato con la realizzazione della Darsena Europa, anche per una vera integrazione dei poli portuali di Livorno e Piombino ed i loro collegamenti con gli Interporti di Prato e Guasticce. Questi interventi ferroviari di piccola scala mirano a concretizzare una nuova funzione logistica di “gateway” per la costa toscana, come cerniera marittima (Livorno – Piombino) tra il Mediterraneo e l’America, verso i centri di produzione e consumo europei.