La Commissione europea intende massimizzare, in questa nuova programmazione 2014-2020,  l’impatto prodotto dai Fondi Strutturali e di Investimento Europeo (ESIF) , attraverso un maggiore utilizzo per tutti gli Stati Membri degli Strumenti Finanziari , vale a dire di prodotti come prestiti, micro credito, capitale di rischio e garanzie. Lo scopo è quello di raddoppiare la quantità di sostegno alle piccole e medie imprese, combinando risorse pubbliche e private mediante un sostegno finanziario di tipo rotativo, piuttosto che di tipo tradizionale (sovvenzioni).

Il criterio che sta dietro l’incentivazione degli strumenti finanziari è lo stesso utilizzato per il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici FEIS (vd navicelli funding dicembre 2015), un fondo complementare agli ESIF. Questi strumenti consentono alla Banca europea per gli investimenti  di mobilitare capitali pubblici e privati per fornire un finanziamento supplementare a PMI strategiche e a media capitalizzazione, di sostenere le riforme strutturali, di migliorare l’accesso ai finanziamenti, di creare luoghi di incontro per investitori e promotori di progetto come il Portale dei progetti di investimento europei (PPIE).

La recente adozione del “Piano Junker” , il Piano di Investimenti per l’Europa, ha rafforzato ulteriormente l’importanza e la centralità degli strumenti finanziari all’interno delle Politiche di investimento UE. Per la Commissione gli strumenti finanziari, disciplinati dal Regolamento n. 1303/2013 (artt.37-46), rappresentano difatti un metodo di erogazione dell’aiuto al beneficiario più efficiente rispetto alle tradizionali sovvenzioni a fondo perduto, in quanto assicurano: una leva finanziaria che consente di accrescere l’impatto dei programmi; una maggiore efficienza dell’intervento derivante dalla natura rotativa degli SF; una migliore qualità dei progetti in quanto l’investimento deve essere ripagato dalle risorse generate; una riduzione della dipendenza del settore dagli aiuti a fondo perduto; ed, infine, una maggiore attrazione di risorse private.

Gli strumenti finanziari sono generalmente gestiti da istituzioni finanziarie (come le banche), a livello nazionale o regionale, e vengono selezionate ed incaricate da parte dell’Autorità di Gestione competente. Gli strumenti finanziari devono essere impiegati in progetti che promuovono gli obiettivi degli ESIF. Questi possono riguardare tutti gli undici Obiettivi Tematici definiti per il periodo 2014-2020 dalla Politica di Coesione dell’UE.

Nel periodo 2014-2020 oltre 20 miliardi di euro relativi ai fondi ESIF sono destinati a essere utilizzati attraverso strumenti finanziari. Nel gennaio 2015, la Commissione europea ha lanciato la piattaforma online FI-compass in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, per offrire informazioni pratiche e strumenti di apprendimento sugli strumenti finanziari.

Le opportunità offerte dagli strumenti finanziari variano a seconda dei soggetti interessati coinvolti:

  • Le autorità nazionali, regionali o locali, grazie agli strumenti finanziari, possono potenziare la leva finanziaria dei fondi disponibili per lo sviluppo del territorio attirando altre fonti di finanziamento e re-investendo i soldi rimborsati.
  • Gli intermediari finanziari, possono contribuire allo sviluppo sostenibile della regione, promuovendo l’investimento di fondi europei a fronte di una commissione per la gestione, ampliando allo stesso tempo la clientela.
  • I cittadini, imprenditori o imprese, possono accedere a finanziamenti precedentemente non concessi dalle banche o concessi ma a condizioni poco vantaggiose. L’Autorità di Gestione saprà indicare quali intermediari finanziari nella regione di appartenenza offrono prodotti finanziari co-finanziati appropriati per ciascuno.

In questo contesto, la Commissione europea ha di recente inaugurato due nuovi strumenti finanziari relativi ai fondi ESIF, in aggiunta ai  tre strumenti già esistenti (prestito con condivisione del rischio, strumento con garanzia limitata, prestito per la ristrutturazione), che hanno l’obiettivo di agevolare l’accesso ai finanziamenti per startup, giovani imprese e promotori di progetti di sviluppo urbano.

I nuovi strumenti disponibili sono:

  • uno strumento di coinvestimento, finalizzato alla fornitura di finanziamenti per startup e piccole e medie imprese (PMI) che, grazie a questo sostegno, saranno in grado di sviluppare i loro modelli aziendali e attrarre finanziamenti aggiuntivi tramite un organismo di investimento collettivo.
  • fondi per lo sviluppo urbano, finalizzati al finanziamento di progetti urbani sostenibili in settori come il trasporto pubblico, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli spazi urbani. I progetti devono essere finanziariamente validi e rientrare in una strategia di sviluppo urbano sostenibile integrato.

Caratteristiche dello Strumento di Co-investimento

Obiettivi: 

  • investire in piccole e medie imprese nella loro fase di start-up, di espansione o per la realizzazione di nuovi progetti, per la penetrazione in nuovi mercati o per nuovi sviluppi di imprese esistenti, attraverso accordi di co-investimento. Tali investimenti devono essere effettuati seguendo le norme del Regolamento (UE) n 651/2014;
  • fornire più capitale per aumentare i volumi di investimento per le piccole e medie imprese.

Condizioni:

Lo Strumento di Co-Investimento dovrà investire nel capitale di piccole e medie imprese attraverso risorse derivanti sia dai  contributi del programma ESIF, che con risorse dell’intermediario finanziario e dei co-investitori privati.

Il contributo del programma ESIF allo Strumento di Co-investimento non dovrà escludere finanziamenti disponibili di altri investitori pubblici o privati.

Lo strumento di Co-investimento potrà fornire capitale alle PMI non quotate che soddisfano almeno una delle seguenti condizioni:

  • le PMI non sono operative in ​​nessun mercato;
  • le piccole e medie imprese hanno operato nel mercato da meno di sette anni dopo la loro prima vendita commerciale;
  • le piccole e medie imprese richiedono un investimento sul capitale di rischio iniziale che, sulla base di un piano aziendale elaborato nell’ottica di entrare con un nuovo prodotto o in un nuovo mercato, sia superiore al 50% del loro fatturato medio annuo degli ultimi cinque anni;
  • le piccole e medie imprese che necessitano di investimenti ulteriori (“follow-on”) in aziende ammissibili, incluso dopo il periodo di sette anni dalla prima vendita commerciale.

L’ammontare di co-investimento sarà determinato mediante l’applicazione dei seguenti fattori minimi:

  • la dimensione e il focus dello Strumento di Co-investimento;
  • la partecipazione di co-investitori;
  • l’effetto catalitico atteso dello Strumento di Co-Investimento

Beneficiari finali: PMI (paesi UE-28)

Budget previsto: L’investimento totale, tra risorse pubbliche e private, non può eccedere i 15 milioni di euro per ciascuna PMI.

Durata: Lo strumento di Co-investimento ha una durata indicativa di dieci anni e può essere prorogato con il consenso dell’autorità di gestione.  Il periodo dell’investimento  dello strumento finanziario dovrà essere fissato in modo tale da garantire che il contributo del programma (di cui all’articolo 42 del regolamento (UE) n 1303/2013)  venga utilizzato per investimenti erogati ai beneficiari finali entro e non oltre il 31 dicembre 2023.

Caratteristiche dello Fondo per lo sviluppo Urbano (UDF)

Obiettivi: 

  • Unire le risorse derivanti dal contributo del programma ESIF, con le risorse dell’intermediario finanziario e con il contributo di co-investitori privati al fine di sostenere il finanziamento di progetti di sviluppo urbano.
  • Finanziare progetti di sviluppo urbano localizzati in zone assistite, come indicate nella carta degli aiuti regionali valida dal 1 luglio 2014 al 31 dicembre 2020, attraverso un accesso più facile ai finanziamenti e a condizioni preferenziali. Per la Regione Toscana sono ammissibili i territori relativi a Massa Carrara e Livorno (Piombino).

Condizioni: Il sostegno assumerà la forma di un fondo di credito gestito da un intermediario finanziario con risorse dei fondi strutturali e un contributo di almeno il 30% proveniente da capitali privati.

Tutti i progetti di sviluppo urbano devono dimostrare di rispettare il parametro della “sostenibilità finanziaria” e di “allineamento strategico” ai seguenti punti:

  • Essere parte di una strategia integrata di sviluppo urbano sostenibile e avere il potenziale per attrarre ulteriori finanziamenti da altri investitori pubblici e privati.
  • Essere conformi con gli obiettivi e gli interventi previsti dal programma ESIF e contribuire a soddisfare indicatori di realizzazione ad esso pertinenti
  • Essere collocati nella relativa regione / competenza e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi (inclusi risultati quantitativi) come stabilito nel programma ESIF.

Qui di seguito riportiamo alcune priorità di investimento che possono essere supportate dal UDF: Investimenti in strategie a basse emissioni di carbonio per aree urbane; Investimenti per assicurare resilienza alle catastrofi; Investimenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici; Investimenti per migliorare l’ambiente urbano, con la riqualificazione delle aree industriali dismesse e la riduzione dell’inquinamento atmosferico; Investimenti nella mobilità urbana sostenibile; Sostegno agli investimenti per il lavoro autonomo e la creazione di impresa; Investimenti in infrastrutture per servizi di pubblico impiego; Investimenti nei settori sociali e sanitari, che siano in infrastrutture, ricerca e sviluppo o servizi innovativi, che contribuiscono allo sviluppo locale; Investimento nella rigenerazione fisica ed economica delle comunità urbane e rurali sfavorite; Investimenti in merito alla conservazione, tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale; Investimenti nel settore dell’istruzione superiore, compresa la collaborazione con le aziende; Investimenti nello sviluppo delle TIC.

Beneficiari finali:  Autorità pubbliche (incluse le autorità regionali e locali), istituzioni finanziarie commerciali, enti pubblici, titolari di fondi di investimento, imprenditori immobiliari, ONG, etc. (paesi UE-28)

Budget previsto: l’investimento totale, tra risorse pubbliche e private, può ammontare fino a 20 milioni di euro per progetto.

Durata: Il periodo di prestito dello strumento finanziario dovrà essere fissato in modo tale da garantire che il contributo del programma (di cui all’articolo 42 del regolamento (UE) n 1303/2013) venga utilizzato per prestiti erogati ai beneficiari finali entro e non oltre il 31 dicembre 2023.

Per la Regione Toscana  l’Autorità di Gestione di riferimento degli strumenti finanziari è Sviluppo Toscana.

I fondi strutturali e di investimento europeo offrono finanziamenti UE cosiddetti gestione indiretta della Commissione Europea, poiché sono gestiti dalle Regioni attraverso programmi operativi (POR). Nell’ambito del programma operativo regionale CREO FESR 2014-2020, la Regione Toscana intende dare continuità agli strumenti finanziari, come quelli già attivi nella forma di garanzia e prestito per finanziare determinate linee di intervento afferenti agli obiettivi tematici 1 “Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione” e 3 “Promuovere la competitività delle PMI”.

La Regione Toscana ha inoltre affidato ad un gestore regionale, Toscana Muove”, un raggruppamento di imprese formato da FidiToscana, Artigiancredito e Artigiancassa,  la gestione degli interventi regionali per il credito, al fine di favorire finanziamenti agevolati, migliorare l’accesso al credito per la pmi e promuovere investimenti in ricerca e sviluppo.