Nell’ambito della strategia “Crescita blu” dell’UE (Focus Blue Economy), il settore del turismo costiero e marittimo è stato identificato come un comparto con particolari potenzialità per promuovere un’Europa intelligente, sostenibile e solidale. È il più importante settore marittimo in termini di valore aggiunto lordo e occupazione e, secondo lo studio sulla Crescita blu, crescerà del 2-3% entro il 2020. La Commissione Europea nel 2014 ha pubblicato una comunicazione inerente “Una strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo“, in cui ha affrontato alcune delle sfide nel settore del turismo nautico: mancanza di innovazione e diversificazione, domanda volatile e stagionalità, inosservanza delle competenze e delle qualifiche nonché pressioni ambientali crescenti. Nel rilevare le potenzialità di crescita e creazione di occupazione del settore, la strategia individua 14 azioni volte a aiutare regioni costiere e imprese a superare le sfide cui devono confrontarsi e a consolidare la posizione del settore quale motore essenziale dell’economia blu in Europa. Tra le azioni proposte figurano l’agevolazione di una cooperazione e di un dialogo paneuropei più stretti fra tutti i portatori d’interesse nel settore del turismo costiero, i partenariati pubblico-privato, la promozione delle competenze e dell’innovazione, la promozione dell’ecoturismo e la redazione di una guida che, illustrando le diverse possibilità di finanziamento, contribuisca ad attrarre investimenti.

Caratteristiche del settore

Secondo i dati presentati nello Studio “Assessment of the Impact of Business Development Improvements around Nautical Tourism”, il settore del turismo nautico dell’UE crea fino a 234.000 posti di lavoro e genera 28 miliardi di fatturato all’anno. Le attività inerenti il turismo nautico sono concentrate nel settore dei servizi e, in particolare, sulle coste mediterranee: questa regione genera circa la metà della produzione economica e dell’occupazione del settore, seguita dal Mare del Nord (22%), Oceano Atlantico (17%) e Mar Baltico (12%). Sebbene i dati disponibili suggeriscano che i livelli di attività rimangano inferiori a quelli visti prima della crisi finanziaria del 2008, il mercato mostra comunque segni di recupero. Tuttavia, ci sono alcune importanti criticità: tra queste, l’aumento dell’età media dei diportisti dai 45 a 55 anni nell’ultimo decennio, una tendenza che probabilmente continuerà anche in futuro dovuta non solo al generale invecchiamento della popolazione, ma anche ad un calo della partecipazione dei giovani alle attività nautiche. Investire nelle persone e nell’innovazione rappresenta una condizione necessaria per una crescita sostenibile e competitiva: a causa della stagionalità e della mancanza di opportunità di carriera, il settore del turismo nautico non attira personale qualificato, comportando problemi di qualità del servizio e ostacolando la competitività. Il settore ha bisogno di professionisti qualificati e di una forte cooperazione tra imprese locali, amministrazione e stakeholders.

Il segmento crocieristico

Un segmento importante per il settore è rappresentato dal turismo crocieristico: nel 2012 sono transitati 29,3 milioni di passeggeri nei porti europei, un aumento del 75% rispetto al 2006. Questi arrivi generano ricchezza e opportunità di business, ma rappresentano anche grandi sfide per i porti di ricezione. Per le regioni costiere non è sempre facile cogliere i benefici economici generati dal turismo di crociera, mentre aumentano le pressioni per investire in infrastrutture portuali e per la tutela dell’ambiente.

La Commissione ha promosso nel 2015 un Dialogo paneuropeo tra rappresentanti del comparto crocieristico, dei porti e del turismo costiero, con l’obiettivo di migliorare le sinergie, attraverso la condivisione di best practices in materia di innovazione, competitività e strategie di sostenibilità.

I nuovi trend di domanda e offerta

I cambiamenti sul lato della domanda richiedono reazione e adattamento da parte degli operatori che dovrebbero sviluppare prodotti combinati per promuovere l’attrattività della costa: eventi culturali, percorsi culturali, ristoranti, cantine, escursioni nell’entroterra, gite in bicicletta, parchi naturali, pesca, gite in barca, etc. L’offerta combinata di servizi e prodotti sostenibili possono aprire nuove opportunità di mercato: un pulito e sano ambiente combinato con un patrimonio culturale costituisce il valore fondamentale del turismo in generale e del turismo nautico in particolare. L’alta qualità dei prodotti e dei servizi è una fonte essenziale di distinzione competitiva: a tal proposito la Commissione europea ha pubblicato, nel 2014, I Principi di Qualità del Turismo Europeo con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza dei consumatori e l’affidabilità dei servizi e dei prodotti turistici in Europa.

Gli ultimi orientamenti

In riferimento alla strategia europea, il 30 marzo 2017 la Commissione ha pubblicato lo Staff Working Document (SWD) sul turismo nautico in cui descrive e analizza alcuni segmenti economici del settore, individuando gli ostacoli che ne impediscono la crescita e proponendo soluzioni di livello europeo:

Riconoscimento transnazionale delle licenze degli skippers

L’accesso al turismo nautico e alle opportunità di lavoro diminuiscono per la mancanza del mutuo riconoscimento delle qualifiche professionali e private degli skipper negli Stati membri: ciascuno Stato stabilisce i propri regolamenti sul tipo e la natura delle qualifiche e questo comporta problemi a livello transfrontaliero ostacolando la libera circolazione degli skipper e di conseguenza lo sviluppo del mercato europeo. Risulta necessario quindi creare un quadro comune a livello europeo in cui siano stabilite conoscenze, abilità e competenze degli skipper valide in ciascun Stato membro: il progetto TRECVET / TCC-SCV, finanziato nell’ambito del Programma Erasmus +, ha sviluppato un processo trasparente per estrarre un insieme comune di conoscenze, abilità e competenze per qualifiche professionali di skipper in sette Stati membri, con l’obiettivo futuro di estenderle a tutta Europa.

Attrezzature di sicurezza a bordo delle imbarcazioni

Molte delle attrezzature di sicurezza per le imbarcazioni sono regolate dai singoli Stati membri, determinando una divergenza dei requisiti per le attrezzature di sicurezza in tutta l’UE che comporta costi aggiuntivi (attrezzature, documenti, licenze, etc.) quando l’imbarcazione naviga in acque appartenenti ad uno Stato diverso. Questa problematica ostacola la libera circolazione delle imbarcazioni nei mari europei e incide sull’economia dei porti turistici e dei servizi costieri connessi. Due possono essere le soluzioni per ovviare a questo problema: la prima consisterebbe nell’incoraggiare gli Stati membri a non applicare la legislazione nazionale a barche con bandiera straniera di lunghezza inferiore a 24 metri; una seconda opzione proposta consiste nell’adottare una norma europea comune, contenente requisiti standard minimi, per le attrezzature di sicurezza a bordo durante la navigazione transfrontaliera.

Porti turistici

La maggior parte dei porti turistici europei sono PMI che costituiscono il motore per l’innovazione europea: tuttavia, i piccoli porti turistici hanno difficoltà nell’investire in innovazione a causa delle poche risorse disponibili e un accesso insufficiente al credito, e la frammentazione del sistema industriale rappresenta una barriera alla collaborazione e allo scambio di conoscenze, influendo negativamente sullo sviluppo di prodotti combinati che richiedono la costituzione di partnership tra più fornitori di servizi. Le future opportunità di mercato, la creazione di posti di lavoro e la crescita passano attraverso l’integrazione dei porti turistici con l’entroterra, in modo sostenibile per le popolazioni locali, l’ambiente e lo sviluppo del turismo nautico.

Economia circolare

Ogni anno il 2% delle 6 milioni di imbarcazioni presenti nelle acque europee viene dismesso e il loro riciclaggio sta diventando sempre di più un problema; inoltre l’abbandono delle imbarcazioni può causare impatti locali negativi come l’inquinamento da oli e sostanze pericolose, pericoli per la navigazione, etc. comportando seri rischi per la salute delle persone e per l’ambiente. Le possibili soluzioni a queste problematiche consistono nell’aumento delle fonti di energia rinnovabili a bordo delle imbarcazioni, aumentando così la loro autonomia e garantendo nuovi posti di lavoro, e nella costruzione di barche utilizzando materiali riutilizzabili.

Innovazioni tecnologiche

L’industria europea dovrà mantenere la sua posizione di leadership nel settore, introducendo nuove tecniche di produzione e nuove tecnologie. A titolo di esempio, la stampa 3D è considerata come la tecnologia in grado di aumentare la velocità di produzione riducendo i costi e incontrare le esigenze dei consumatori: in futuro quindi potranno essere realizzate imbarcazioni attraverso la stampa 3D, utilizzando materiali al 100% riutilizzabili.

Gli eventi e i tavoli di confronto a livello internazionale

L’European Maritime Day rappresenta l’appuntamento annuale per la comunità marittima europea, in cui gli stakeholders discutono delle problematiche del settore e promuovono azioni comuni per risolverle: nel 2017 la Conferenza, dal titolo “Il Futuro dei nostri Mari”,  si terrà il 18 e il 19 Maggio a Poole, in Inghilterra, e affronterà i temi dell’innovazione, crescita, nuove competenze, sicurezza, sostenibilità e governance.

Il 2017 è stato dichiarato dall’ONU “Anno Internazionale del Turismo sostenibile per lo sviluppo”, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza verso le tematiche ambientali e far diventare il turismo un motore per lo sviluppo reale e sostenibile per i paesi più in difficoltà.

Il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno dichiarato il 2018 “Anno Europeo del Patrimonio culturale”, per richiamare l’attenzione sulle opportunità offerte dal nostro patrimonio culturale, ma anche sulle sfide cui è confrontato, come l’impatto del passaggio al digitale e le pressioni a livello ambientale.

La Commissione Europea ha dichiarato il 2018 “Anno del Turismo Cina-UE” al fine di raggiungere una crescita dei flussi Cina-Europa e sviluppare l’offerta europea, facilitando gli investimenti cinesi in UE.

Opportunità di finanziamento

Le economie costiere sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti economici, essendo costituite principalmente  da micro e  PMI. A causa della crisi economica la maggior parte delle imprese del turismo ha difficoltà ad accedere al credito per investimenti e innovazione. I fondi e gli strumenti dell’UE per il periodo 2014-2020 possono contribuire ad aiutare il settore ad affrontare le sfide e investire nella modernizzazione e nell’innovazione dei prodotti:

I Fondi strutturali e di investimento europei possono co-finanziare  investimenti sostenibili nel turismo inerenti le tecnologie ICT, l’imprenditorialità, la competitività delle PMI, l’efficienza energetica, l’occupazione e la mobilità del lavoro etc., e possono promuovere lo scambio di buone pratiche, la costituzione di reti transnazionali e di cluster;

Horizon 2020 è lo strumento finanziario per la strategia di ricerca e innovazione dell’UE, di cui la Blue Growth rappresenta una delle sue aree tematiche più importanti;

Il programma quadro COSME mira a rafforzare la competitività delle PMI, incrementare la domanda del turismo, diversificare l’offerta e i prodotti, e migliorare la qualità, la sostenibilità, l’accessibilità, le competenze e l’innovazione;

Il programma LIFE + può co-finanziare progetti innovativi che affrontano il turismo costiero e marittimo e l’efficienza delle risorse;

La Banca europea per gli investimenti (BEI) fornisce alle PMI finanziamenti per investimenti nel turismo e/o nelle regioni di convergenza;

Il programma Creative Europe sostiene le sinergie tra turismo culturale e naturale, compreso il patrimonio costiero e marittimo;

Il programma Erasmus + sostiene l’occupazione e forme innovative di insegnamento e formazione professionale

Le strategie macro-regionali dell’UE sono uno strumento di cooperazione territoriale rafforzata, a livello statale e sub statale, e si collocano nel quadro delle politiche regionali comunitarie. Il 19 Aprile 2017 la Commissione Europea ha lanciato l’Iniziativa per lo sviluppo sostenibile dell’economia blu nella regione del Mediterraneo occidentale, in cui è coinvolta l’Italia, i cui obiettivi sono uno spazio marittimo più sicuro e protetto, un’economia blu intelligente e resiliente ed una migliore governance del mare.

Cooperazione territoriale

Di seguito si riportano i programmi di cooperazione territoriale in cui è ammissibile il territorio della Regione Toscana che riguardano azioni finanziabili nel settore del turismo nautico:

L’Interreg MED Programme, il programma transnazionale di cooperazione territoriale europea che promuove lo sviluppo del turismo sostenibile, la crescita blu e verde, le energie rinnovabili.

 Il Programma Italia-Francia Marittimo che affronta le problematiche delle zone marine, costiere e insulari, ma si rivolge anche a quelle interne, con rischi specifici di isolamento, che coinvolge le regioni dell’alto mediterraneo.

Il Programma ENI MED (European Neighbourhood Instrument), che promuove, tra l’altro, lo sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo, la cooperazione a livello sub – regionale, regionale e di vicinato europeo e la cooperazione transfrontaliera.

Documenti di approfondimento

La Commissione discute con gli stakeholders sugli investimenti nella blue economy

Primo dialogo tra rappresentanti del comparto crocieristico del Mediterraneo

Cooperazione intelligente nel turismo costiero e marittimo – Incoraggiare le partnership transnazionali mediante la creazione di cluster e reti

FAQ sulla Strategia Europea per il turismo costiero e marittimo

Mediterraneo occidentale: azioni per lo sviluppo sostenibile dell’economia blu

Italia – Osservatorio Nazionale del Turismo