Per bioeconomia si intende il sistema socio-economico che comprende e interconnette quelle attività economiche che utilizzano bio-risorse rinnovabili del suolo e del mare – come colture agricole, foreste, animali e micro-organismi terrestri e marini – per produrre cibo, materiali ed energia.

L’importanza della bioeconomia è evidenziata dalle stime dell’UE sul fatturato prodotto ogni anno,  pari a circa 2 miliardi di euro, e dai posti di lavoro generati,  interessando circa 18 milioni di persone.

In un mondo di risorse e ecosistemi biologici finiti, diventa necessario uno sforzo comune di innovazione per sfamare le persone e fornire loro acqua ed energia pulita. La bioeconomia può trasformare, ad esempio, le alghe in combustibile, e permettere di riciclare la plastica, convertire i rifiuti in nuovi arredi o vestiti, o trasformare sottoprodotti industriali in fertilizzanti a base biologica.

La bioeconomia ha il potenziale di generare 1 milione di nuovi posti di lavoro in ambito “green” entro il 2030 e rappresenterà un settore chiave per stimolare ad esempio la crescita nelle zone rurali e costiere. La realizzazione di una bioeconomia sostenibile e circolare oltre ad aumentare la competitività delle imprese ad essa collegate e la creazione di nuove catene di valore, migliorerà la situazione complessiva delle risorse naturali in tutta Europa.

Facendo seguito al lungo dibattito e al percorso effettuato negli ultimi anni verso la sostenibilità, la Commissione Europea ha lanciato e adottato il 13 febbraio 2012,la strategia europea per la bioeconomia: una visione europea che affronta in maniera globale la tematica della produzione di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione in prodotti vitali e in bioenergia, al fine di migliorare la sicurezza alimentare, la gestione sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dalla dipendenza dalle risorse non rinnovabili, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la competitività europea per creare e mantenere nuovi posti di lavoro.

Revisione della Strategia europea 2018

Lo scorso 11 Ottobre, la Commissione ha presentato un piano d’azione per lo sviluppo di una bioeconomia sostenibile e circolare,  al servizio della società, dell’ambiente e dell’economia europea, apportando una revisione alla strategia precedente adottata nel 2012.  L’aggiornamento 2018 della Strategia Europea sulla bioeconomia è stato svolto con lo scopo di accelerare la diffusione della bioeconomia europea sostenibile e massimizzare così il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) inclusi in Agenda 2030.

L’aggiornamento risponde anche alle nuove priorità politiche europee, in particolare la nuova strategia di politica industriale, il piano d’azione per l’economia circolare e la comunicazione sull’accelerazione dell’innovazione dell’energia pulita, tutti elementi che sottolineano l’importanza di una bioeconomia circolare e sostenibile per il raggiungimento di questi obiettivi.

La Commissione, pur convalidando gli obiettivi strategici del 2012, ha rifocalizzato il campo di applicazione delle azioni.  Il nuovo piano di azione prevede che nel 2019 siano lanciate 14 misure concrete, sulla base di tre obiettivi chiave,  tra cui:

  1. Aumentare e rafforzare i settori bio-based

Per liberare il potenziale della bioeconomia di modernizzare l’economia e le industrie europee nell’ottica di una prosperità sostenibile a lungo termine, la Commissione intende:

  • realizzare una piattaforma tematica di investimento dedicata alla “Circular Bioeconomy”

caratterizzata da una dotazione finanziaria di 100 milioni di € , che permetta di avvicinare al mercato le innovazioni basate su biomassa, e ridurre gli investimenti privati ​​in soluzioni sostenibili;

  • facilitare lo sviluppo di nuove bio-raffinerie sostenibili in tutta Europa.
  1. Implementare rapidamente le bioeconomia in tutta Europa

Gli Stati membri e le regioni, in particolare nell’Europa centrale e orientale, dispongono di una grande quantità di biomassa e un grande potenziale di rifiuti sottoutilizzati. Per far fronte a ciò, la Commissione intende:

  • sviluppare un’agenda strategica per l’introduzione di alimenti e sistemi agricoli sostenibili, silvicoltura e prodotti a base biologica sostenibili;
  • istituire uno strumento di sostegno alle politiche in materia di bioeconomia per i paesi dell’UE nell’ambito di Horizon2020, per lo sviluppo di programmi nazionali e regionali nel settore;
  • avviare azioni pilota per lo sviluppo di bioeconomia nelle aree rurali, costiere e urbane, ad esempio nella gestione dei rifiuti o la coltivazione basata sul sequestro del carbonio.
  1. Protezione dell’ecosistema e comprensione dei limiti ecologici della bioeconomia

Le gravi minacce e sfide che il nostro ecosistema deve fronteggiare, come una popolazione in crescita, i cambiamenti climatici e il degrado del territorio, hanno necessitano di misure di risposta come:

  • l’attuazione di un sistema di monitoraggio a livello UE per tracciare i progressi compiuti verso una bioeconomia sostenibile e circolare;
  • il miglioramento della base di conoscenze e la comprensione delle aree specifiche della bioeconomia, raccogliendo dati e assicurandone un migliore accesso attraverso il “Knowledge Center” per la bioeconomia;
  • fornire indicazioni e promuovere buone pratiche per operare nell’ambito della bioeconomia entro limiti ecologici sicuri.

La Bioeconomia In Italia

In Italia l’intero settore della Bioeconomia ha raggiunto nel 2015 un giro d’affari di circa 254 miliardi di Euro con circa 1,7 milioni di dipendenti.

Seguendo le politiche di livello europeo, anche il nostro Paese si è dotato di una Strategia Italiana per la Bioeconomia. La strategia  è stata promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sono stati coinvolti nella sua definizione,  attuazione e aggiornamento (2017): il Ministero per lo Sviluppo Economico (co-coordinamento);  il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; la Conferenza delle Regioni italiane; l’Agenzia per la Coesione Territoriale; e i Cluster tecnologici nazionali della chimica verde (SPRING) e del settore agro-alimentare (CLAN).

L’obiettivo della Strategia è l’aumento dell’attuale produzione di bioeconomia italiana ed il livello di occupazione del 20% entro il 2030.

Le azioni che potranno determinare il raggiungimento dell’obiettivo sono:

  1. migliorare la produzione sostenibile e di qualità dei prodotti in ciascuno dei settori (da quelli produzione primaria a quelli di trasformazione), sfruttando in modo più efficiente le interconnessioni fra gli stessi, con una valorizzazione puntuale della biodiversità sia terrestre che marina, dei servizi ecosistemici e della circolarità, la creazione di nuove catene del valore, più lunghe e maggiormente radicate nel territorio, che possano consentire la rigenerare di aree abbandonate, terre marginali e siti industriali;
  2. creare: maggiori investimenti in R&I, spin off/ start-up, istruzione, formazione e comunicazione; migliorare il coordinamento tra soggetti interessati e politiche a livello regionale, nazionale e comunitario; migliorare il coinvolgimento del pubblico, e iv) condurre azioni mirate per lo sviluppo del mercato.

La Strategia per la Bioeconomia Italiana presenta forti sinergie con numerosi piani strategici nazionali e comunitari:

Direttive Europee: 

Normativa Italiana:

Finanziamenti UE per la Bioeconomia

L’UE è già attiva nel finanziare ricerca, dimostrazione e diffusione di soluzioni biologiche sostenibili, inclusive e circolari,  con circa  € 3,85 miliardi assegnati in HORIZON 2020 nell’ambito dell’attuale periodo 2014-2020.

Ad esempio, la sfida per la società  n. 2 “sicurezza alimentare, agricoltura e silvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e delle acque interne e bioeconomia”  affronta le tematiche principali della bioeconomia. Altre priorità della Bioeconomia sono sostenute dalle sfide per la società nn.3 e 5 e dal programma Nanotechnologies, Advanced Materials, Biotechnology and Advanced Manufacturing and Processing del pilastro Leadership industriale di Horizon 2020. Un’altra parte del budget di Horizon2020 disponibile per la bioeconomia è gestito da uno dei sette partenariati pubblico-privato (PPP) che operano nell’ambito di Horizon: l’impresa comune per le bioindustries (BBIJU, Bio – Based Industries Joint Undertaking). La BBIJU ha l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie di bio-raffinazione per trasformare in modo sostenibile le risorse naturali rinnovabili (rifiuti, e residui dell’agricoltura) in prodotti, materiali e combustibili a base biologica.

Nel prossimo futuro è previsto lo stanziamento di circa 10 miliardi di € per cibo e risorse naturali, inclusa quindi la bieconomia,  all’interno del programma di finanziamento europeo Horizon Europe 2021-2027.