La Commissione europea ha approvato il 1 luglio 2015 un importante pacchetto di misure che riguardano il Fondo europeo sugli Investimenti Strategici, il perno finanziario del Piano Juncker. Il Fondo, che è appena stato reso operativo  propone di rilanciare nel prossimo triennio la crescita e occupazione attraverso un adeguato sostegno finanziario alla economia reale.

 Il Piano si articola lungo tre filoni di indirizzo che dovrebbero rafforzarsi a vicenda.

In primo luogo la mobilitazione di una cifra minima di 315 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi per investimenti a livello di UE in una sinergia pubblico/privato attraverso un effetto leva stimato in un rapporto di 1 a 15, poi un forte impegno per garantire che i finanziamenti arrivino all’economia reale con il massimo dell’impatto e dell’efficacia e una decisa azione volta a migliorare il contesto, nazionale ed europeo, degli investimenti.

Al Fondo europeo per gli investimenti è attribuito un ruolo di fondamentale importanza, è chiamato a mobilitare nuovi assets in settori strategici, ad integrazione dei programmi dell’UE in corso e delle tradizionali attività della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), il sostegno agli investimenti strategici di rilevanza europea nelle infrastrutture, in particolare la banda larga e le reti energetiche, le infrastrutture di trasporto, specialmente in agglomerati industriali, nell’istruzione, nella ricerca e nell’innovazione, nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.

 Il Fondo dovrebbe contribuire anche a sostenere il finanziamento del rischio per le PMI e le imprese a media capitalizzazione, avvalendosi per gli aspetti operativi del Fondo europeo per gli investimenti (FEI), che fa parte del gruppo BEI.

Il FEIS verrà istituito in collaborazione con la BEI: si avvarrà di una garanzia di 16.000.000.000,00 € provenienti dal bilancio dell’UE, in combinazione con 5.000.000.000,00 € impegnati dalla BEI.
L’obiettivo è che gli investimenti previsti dal fondo vengano integrato massimizzando l’effetto dei fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020 mediante prestiti, capitale proprio e garanzie anziché attraverso le tradizionali sovvenzioni. Ciò aumenterà il coefficiente di leva finanziaria. Raddoppiando la quantità di strumenti finanziari innovativi e utilizzando l’effetto leva così creato, potrebbero venire immessi nell’economia reale dai 20.000.000.000,00 € ai 35.000.000.000,00 € in termini di investimenti aggiuntivi tra il 2015 ed il 2017.

 Le misure approvate dalla Commissione

Nove Stati membri tra cui l’Italia, con 8 miliardi di euro, hanno già finanziato il Fondo attraverso la propria banca di promozione che per il nostro Paese è la Cassa Depositi e Prestiti, che attraverso il proprio know how tecnico e di conoscenza del territorio in collaborazione con la BEI in una logica di sinergia tra strumenti europei e nazionali. Lo scorso 18 ottobre l’art. 41 del DdL di stabilità (in vigore dal 1 gennaio 2016) ha formalizzato il coinvolgimento della Cassa Depositi e Prestiti in qualità di istituto nazionale di promozione (Inp). Nel pacchetto di misure approvato negli scorsi mesi è stato confermato anche che i finanziamenti tramite l’EFSI non verranno considerati aiuti di Stato, mentre gli interventi degli stati membri di cofinanziamento dovranno essere comunque valutati ma avranno una corsia preferenziale con un tempo di esame non superiore alle sei settimane. E’ stato inoltre chiarito il trattamento del cofinanziamento dei progetti nazionali in relazione alla normativa dell’Unione sugli aiuti di Stato e su come le banche nazionali di promozione di diversi Stati membri possano unire le forze e collaborare con la Banca europea per gli investimenti (BEI) per creare piattaforme d’investimento.

Sono state poi deliberate le disposizioni finali per lanciare il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH)che sosterrà l’elaborazione e il finanziamento di progetti d’investimento nell’UE fungendo da sportello unico di consulenza e orientamento e fornendo una piattaforma per lo scambio di competenze e per il coordinamento dell’assistenza tecnica esistente.

I finanziamenti agevolati consentiranno ad imprese operanti in particolari settori o zone geografiche e con determinate caratteristiche dimensionali, di accedere a tassi e condizioni vantaggiose.

I prodotti comprendono:

capitale di rischio e micro finanziamenti per le PMI, in particolare per imprese nuove e innovative

-garanzie per istituti finanziari, a copertura dei prestiti concessi a PMI

-aiuto ai paesi dell’UE e a quelli in via di adesione all’UE per sviluppare propri mercati di capitale di rischio.

 Possono presentare domanda:

-Piccole e medie imprese ( con un massimo di 250 dipendenti) e di media capitalizzazione ( con un massimo di 3.000 dipendenti)

-Enti del settore pubblico

-Banche nazionali di promozione o di altre banche di investimento

-Fondi e qualsiasi altra forma collettiva di investimento

-Piattaforme di investimento.

 Le misure previste dal Fondo saranno rese operativo nei prossimi mesi.

Il Piano degli Investimenti

Domande e risposte sul piano di investimenti

Banca Europea degli Investimenti

Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS)

Regolamento relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)