Uno dei provvedimenti  della Legge di Stabilità 2016, Legge n.208 del 28 dicembre 2015 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, è rappresentato dalla  Legge 221 del 28 dicembre 2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il cosiddetto Collegato Ambientale, entrato in vigore il 6 febbraio 2016. Il provvedimento definisce diverse misure e programmi che riguardano moltissime materie tra cui: gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, appalti verdi, riuso dei materiali, sgravi per le imprese che bonificano l’amianto, interventi per la difesa del suolo, efficientamento energetico, finanziamenti per attività connesse all’ambiente e alla green economy, contrasto al dissesto idrogeologico. Inoltre, introduce importanti misure per la corretta gestione e valorizzazione dei bacini idrici, contrastando l’abusivismo edilizio, in particolare per la tutela delle aree soggette a fenomeni di instabilità dal punto di vista idrogeologico, etc.

Tra le novità introdotte dal provvedimento, di seguito riportiamo le più rilevanti:

MOBILITÀ SOSTENIBILE. Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 35 milioni di euro a favore dei comuni con più di 100 mila abitanti, per finanziare progetti di mobilità sostenibile e limitare il traffico e l’inquinamento ambientale. Potranno essere finanziate iniziative di car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing, piedi bus, percorsi protetti per gli spostamenti tra casa e scuola a piedi o in bicicletta, programmi di educazione alla sicurezza stradale e di riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità di istituti scolastici o delle sedi di lavoro. Il decreto attuativo, contenente le modalità di presentazione dei progetti, è in fase di approvazione al Parlamento.

SCAMBIO DI QUOTE DI EMISSIONE DI GAS A EFFETTO SERRA. Viene modificato il D.Lgs. 30/2013 – con cui è stata recepita nell’ordinamento nazionale la disciplina relativa al sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (EU-ETS) – al fine di includere, nel novero degli interventi a cui è possibile destinare il 50% dei proventi delle aste del sistema EU-ETS, la compensazione dei costi sostenuti per aiutare le imprese in settori e sotto-settori ritenuti esposti a un rischio elevato di ri-localizzazione delle emissioni di anidride carbonica.

SISTEMI EFFICIENTI DI UTENZA (SEU). La legge apporta alcune modifiche alla disciplina dei sistemi efficienti di utenza (SEU), di cui al D.Lgs. 115/2008 (si tratta di impianti elettrici alimentati da fonti rinnovabili, ovvero in assetto cogenerativo ad alto rendimento, per il consumo di un solo cliente finale). In particolare nella definizione di SEU è stato eliminato il tetto, per l’impianto elettrico, della potenza nominale non superiore a 20 MWe. Si prevede inoltre che ai sistemi di autoproduzione di energia elettrica con ciclo ORC (Organic Rankine Cycle), alimentati dal recupero di calore prodotto da cicli industriali e da processi di combustione, spetteranno determinati titoli di efficienza energetica. Le modalità per ottenere le agevolazioni tariffarie sono descritte nella delibera 72/2016/R/eel dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, disponibile nella sezione del sito GSE Qualifiche e Certificati > Qualifiche SEU-SEESEU.

APPALTI VERDI. L’articolo 16  del Collegato Ambientale riduce le garanzie previste a corredo dell’offerta nei contratti pubblici relativi a lavori, servizi o forniture, per gli operatori in possesso di specifiche registrazioni di tipo ambientale (EMAS e ECOLABEL ). Lo stesso articolo integra i criteri di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose, inserendo il possesso del marchio Ecolabel, la considerazione dell’intero ciclo di vita di opere, beni e servizi, nonché la compensazione delle emissioni di gas serra associate alle attività dell’azienda. Il possesso di determinate certificazioni di tipo ambientale (EMAS e Ecolabel, certificazioni ISO 14001 e 50001), costituiscono titoli preferenziali richiesti nell’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale.

CRITERI AMBIENTALI MINIMI. E’ obbligatorio, per le Pubbliche Amministrazioni, adottare il 100% dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e per gli acquisti di servizi energetici per gli edifici (illuminazione, riscaldamento/raffrescamento), illuminazione pubblica, attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, e il  50%  per gli  acquisti delle categorie merceologiche riferite alla gestione dei rifiuti urbani, gestione del verde pubblico, ristorazione, servizi di pulizia, prodotti tessili, arredi per ufficio. Per l’attuazione del presente provvedimento, ciascun soggetto della Pubblica Amministrazione è tenuto a pubblicare nel proprio sito internet istituzionale i bandi e i documenti di gara, con le relative clausole contrattuali recanti i criteri ambientali minimi, nonché l’indicazione dei soggetti aggiudicatari dell’appalto e i relativi capitolati contenenti il recepimento dei suddetti criteri.

SCHEMA NAZIONALE VOLONTARIO PER LA VALUTAZIONE E LA COMUNICAZIONE DELL’IMPRONTA AMBIENTALE. Viene istituito uno Schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale (Environmental Footprint of Products – PEF), al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevata qualificazione ambientale sui mercati nazionali ed internazionali. Le modalità di funzionamento dello schema, in ottemperanza alla Raccomandazione CE n. 179/2013 della Commissione Europea, sono stabiliti dal Regolamento del Ministero dell’ambiente, e non prevede nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

BONIFICA AMIANTO, CREDITO IMPOSTA PER LE IMPRESE. Viene istituito un credito d’imposta per gli anni 2017-2019 (nel limite di spesa di 5,7 milioni di euro per ciascuno degli anni considerati), per le imprese che effettuano nell’anno 2016 interventi (di importo unitario non inferiore a 20.000 euro) di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive. Al fine di promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, viene inoltre prevista l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, con una dotazione finanziaria di 17,5 milioni di euro per il triennio 2016-2018. Per la presentazione delle domande è necessario utilizzare il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate e le imprese potranno fare richiesta fino ad esaurimento fondi. Il decreto attuativo che indica le modalità per usufruire degli incentivi deve ancora essere pubblicato dal Ministero dell’Ambiente.

TUTELA DELL’ASSETTO IDROGEOLOGICO. L’articolo 54  del Collegato Ambientale modifica in più punti il testo unico in materia edilizia (D.P.R. n. 380/2001) al fine di richiamare nelle varie disposizioni e procedure la normativa, gli interessi e i vincoli collegati alla tutela dell’assetto idrogeologico. Si prevede, tra l’altro, che agli atti e procedimenti riguardanti la tutela dal rischio idrogeologico non si applichi la disciplina generale sul silenzio assenso.

FONDO PER LA PROGETTAZIONE DEGLI INTERVENTI CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. Al fine di consentire la predisposizione del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, favorendo le necessarie attività progettuali, l’articolo 55 prevede l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Fondo per la progettazione degli interventi in materia di dissesto idrogeologico. Il Fondo prevede un plafond da 100 milioni di euro e i beneficiari sono i presidenti delle Regioni, in qualità di commissari di Governo: il finanziamento è finalizzato alla redazione del progetto esecutivo previsto per l’avvio delle procedure per l’affidamento dei lavori e non sono finanziabili gli incarichi di progettazione già conferiti prima della data dell’assegnazione dei fondi. Le modalità di funzionamento del fondo, gli interventi prioritari, il meccanismo di selezione e rotazione sono regolati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

MATERIA DI DRAGAGGIO. Sono state modificate le disposizioni in materia di dragaggio di cui all’art. 5 bis della legge n.84 del 1994 al comma c) e d). In particolare al comma c) sono stati modificati i requisiti per destinare il materiale dragato a refluimento all’interno delle casse di colmata, delle vasche di raccolta o altre  strutture di contenimento. Nello specifico,  non è più richiesto il sistema d’impermeabilizzazione nella progettazione e realizzazione delle vasche per lo stoccaggio del materiale dragato, così come disciplinato dal Decreto 152/2006. Qualora i fanghi dragati risultino non pericolosi all’origine, o a seguito di trattamenti finalizzati esclusivamente alla rimozione degli inquinanti, possono essere destinati a refluimento all’interno delle casse di colmata, delle vasche di raccolta, o in strutture di contenimento, realizzate con l’applicazione delle migliori tecniche disponibili, in linea con i criteri di progettazione formulati da accreditati standard tecnici internazionali e con caratteristiche tali da garantire l’assenza di rischi per la salute e per l’ambiente. Inoltre, il 6 settembre 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la nuova normativa volta a disciplinare le operazioni di dragaggio nelle aree portuali all’interno dei Siti di Interesse Nazionale (SIN), Decreto 15 luglio 2016, n. 172, relativa alle modalità d’immersione in mare dei materiali da escavo dei fondali marini, e la procedura per l’approvazione dei progetti di dragaggio al di fuori delle aree SIN, le modalità e i criteri per la gestione del materiale dragato, tra cui  anche l’immersione in mare dei materiali di escavo dei fondali marini.