La Blue Growth (crescita blu) è la strategia a lungo termine per sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo. La strategia si fonda sul riconoscimento dei mari e degli oceani come un motore per l’economia europea, con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita, e rappresenta il contributo della politica marittima integrata al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. La cosiddetta “economia blu” impiega 5,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno, ma alcuni settori presentano ulteriori margini di crescita. Nel complesso, il 75% del commercio estero dell’Europa e il 37% degli scambi all’interno dell’UE si svolgono via mare. Data la loro conformazione geografica aperta verso l’esterno, i porti e le comunità costiere sono tradizionalmente focolai di nuove idee e fonti di ispirazione per l’innovazione. In aggiunta a questa tendenza tradizionale all’innovazione entrano ora in gioco tre nuovi fattori:

  1. Il rapido progresso tecnologico consente ora di realizzare attività offshore in acque sempre più profonde. La robotica, la videosorveglianza e la tecnologia sottomarina vengono ora normalmente integrate nelle attrezzature, rendendo possibili operazioni non realizzabili dieci anni fa;
  2. E’ aumentata la consapevolezza che terre e acque dolci sono risorse limitate. Proseguire con la distruzione delle foreste o il prosciugamento delle zone umide significa privare le generazioni future dei benefici che da queste provengono. Occorre studiare in che modo la parte del pianeta coperta da oceani, che rappresenta il 71% della sua superficie, possa sopperire in modo più sostenibile a necessità umane quali l’alimentazione e l’energia. Il conseguimento di obiettivi ambientali può anche rappresentare una fonte di innovazione e crescita;
  3. La necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra non solo ha determinato l’installazione di impianti di energia rinnovabile offshore, ma ha anche fornito un ulteriore impulso al risparmio energetico e un motivo supplementare per favorire i trasporti marittimi rispetto a quelli terrestri, tenuto conto delle minori emissioni per tonnellata-chilometro. Esistono ampie possibilità di ridurre tali emissioni, che rappresentano il 3% circa del totale delle emissioni di gas a effetto serra, migliorando ulteriormente l’efficienza energetica delle navi.

La strategia della crescita blu si concentra su 3 obiettivi principali:

  1. Sviluppare settori che hanno un alto potenziale in termini di crescita sostenibile e creazione di nuovi posti di lavoro, quali acquacoltura, turismo costiero, biotecnologia marina, energia oceanica, estrazione mineraria dai fondali marini;
  2. Favorire la conoscenza, la certezza legale e la sicurezza per l’economia blu: conoscenze oceanografiche per migliorare l’accesso alle informazioni sui mari, pianificazione dello spazio marittimo per garantire una gestione efficace e sostenibile delle attività in mare, sorveglianza marittima integrata per permettere alle autorità di avere un quadro più chiaro di ciò che accade in mare
  3. Favorire strategie relative ai bacini marittimi per promuovere una crescita sostenibile e la cooperazione tra i Paesi: Mare Adriatico e Mar Ionio, Oceano Artico, Oceano Atlantico, Mar Baltico, Mar Nero, Mar Mediterraneo, Mare del Nord;

Un’analisi a livello europeo svolta nel 2012 relativa al potenziale occupazionale al potenziale di ricerca e sviluppo per la creazione di progresso tecnologico e innovazione, ha evidenziato cinque catene di valore in grado di generare crescita sostenibile e occupazione nell’ambito dell’economia blu:

Energia blu  

Le energie marine presentano un grande potenziale per rendere più efficace lo sfruttamento delle risorse energetiche europee, ridurre al minimo le esigenze in materia di utilizzazione del suolo nel settore della produzione di elettricità e limitare le emissioni di gas a effetto serra europee (di circa 65 Mt di CO2 nel 2020). Grazie agli obiettivi dell’UE in materia di energie rinnovabili e ad incentivi per gli investimenti, la produzione di energia eolica offshore ha iniziato ad espandersi rapidamente in Europa: nel 2011 infatti ha dato lavoro direttamente e indirettamente a 35.000 persone in tutta Europa ed ha rappresentato investimenti annui per 2,4 miliardi di euro. L’eolico offshore potrebbe assorbire il 4% della domanda di elettricità nell’UE entro il 2020 e il 14% entro il 2030: ciò comporterebbe la creazione di 170.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020, che salirebbero a 300.000 entro il 2030.

Acquacoltura       

I prodotti ittici rappresentano all’incirca il 15,7% delle proteine animali consumate a livello mondiale. Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, la metà di questi prodotti proviene dall’acquacoltura e tale percentuale raggiungerà il 65% entro il 2030. Il tasso di crescita annuo del 6,6% registrato globalmente fa dell’acquacoltura il settore con la crescita più rapida fra quelli legati alla produzione di alimenti di origine animale. Oltre il 90% delle imprese acquicole dell’Unione è costituito da PMI, che forniscono circa 80.000 posti di lavoro: l’acquacoltura presenta un potenziale di crescita dato dalla capacità di fornire merci di migliore qualità a consumatori disposti a scegliere prodotti freschi, affidabili, ivi compresi, in misura sempre maggiore, quelli ottenuti in modo sostenibile o secondo il metodo di produzione biologico. Può inoltre permettere alle comunità costiere di diversificare le proprie attività, alleviando al tempo stesso la pressione di pesca e contribuendo in tal modo alla salvaguardia degli stock.

Turismo costiero   

Il settore del turismo marittimo e costiero è attualmente divenuto la principale attività economica marittima, che occupa 2,35 milioni di persone, pari all’1,1% dell’occupazione totale dell’UE. Per la nautica è prevista una crescita del 2-3% all’anno. È inoltre in aumento il settore delle crociere, che in Europa occupa circa 150.000 persone e genera un fatturato diretto pari a 14,5 miliardi di euro. I cantieri navali europei sono riusciti a rispondere alle esigenze di tale mercato specializzato, sia con grandi navi da crociera che con piccole imbarcazioni da diporto. Il buono stato dell’ambiente è fondamentale per ogni forma di turismo “blu” e favorisce il potenziale di crescita di nuove forme di turismo. Un’elevata qualità delle acque di balneazione e la presenza di habitat costieri e marini incontaminati hanno un elevato valore ricreativo: ciò aumenta l’attrattiva delle zone costiere, che a sua volta rafforza il potenziale di crescita di attività quali il turismo e gli sport nautici, nonché attività di turismo ecologico.

Risorse minerali marine       

Tra il 2000 e il 2010 si è registrato un incremento annuo del 15% circa dei prezzi di molte materie prime non energetiche, legato soprattutto alla domanda dei consumatori nelle economie emergenti. Per molte di queste esiste il rischio di difficoltà di approvvigionamento. I progressi tecnologici e i timori relativi alla sicurezza degli approvvigionamenti hanno spinto le società minerarie a prendere in considerazione le risorse del mare. Lo sfruttamento e l’estrazione dal mare di minerali diversi da sabbia e ghiaia sono appena agli inizi. La maggior parte delle attività in corso viene svolta in acque poco profonde. Entro il 2020, tuttavia, il 5% delle riserve mondiali di minerali, compresi cobalto, rame e zinco, potrebbe provenire dai fondali oceanici e tale percentuale potrebbe salire al 10% entro il 2030. Il fatturato annuo complessivo dell’attività di estrazione di minerali marini, partito praticamente da zero, è destinato a raggiungere i 5 miliardi di euro nei prossimi 10 anni e fino a 10 miliardi di euro entro il 2030.

Biotecnologia blu      

Il mondo subacqueo resta ancora in gran parte inesplorato e poco studiato e ciò fa sì che la capacità di organismi marini diversi dai pesci e molluschi di fornire il proprio contributo all’economia blu cominci solo ora ad essere apprezzata. L’esplorazione della biodiversità marina ci sta aiutando a comprendere, ad esempio, come organismi in grado di resistere a condizioni di temperatura e pressione estreme e crescere senza luce potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di nuovi enzimi industriali o prodotti farmaceutici. Allo stesso tempo, le preoccupazioni relative all’impatto sull’utilizzo del suolo e al fabbisogno idrico delle colture terrestri destinate alla produzione di biocarburante stanno orientando gli sforzi volti a sperimentare l’uso di alghe come fonte di biocarburanti. Benché le stime relative all’occupazione nel settore in Europa risultino attualmente ancora piuttosto basse, con un valore aggiunto lordo 0,8 miliardi di euro, la sua crescita offrirà posti di lavoro altamente qualificati, soprattutto qualora si riescano a ricavare farmaci innovativi dagli organismi marini.

Nei  cinque settori individuati dell’economia blu, sforzi supplementari a livello dell’UE potrebbero stimolare la crescita a lungo termine e la creazione di posti di lavoro, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020. Per ciascuna delle cinque attività evidenziate la Commissione intende analizzare le opzioni politiche esistenti e prendere in considerazione ulteriori iniziative: la valutazione delle opzioni si baserà sulla consultazione degli Stati membri, dell’industria e degli altri soggetti interessati al fine di sviluppare approcci comuni che forniranno l’ulteriore stimolo di cui l’economia blu ha bisogno per fornire un contributo positivo al futuro economico dell’Europa

European Maritime Day (EMD)

L’European Maritime Day (EMD) è stato creato dall’UE nel 2008 con l’obiettivo di far incontrare ogni anno i professionisti del settore marittimo, al fine di scambiare conoscenze e stringere partnership, mostrare le loro attività, discutere su problemi trasversali e sviluppare visioni comuni. L’evento principale della EMD è l’European Maritime Day Conference, che si tiene ogni anno in una regione diversa e comprende sessioni plenarie e tematiche, workshop, a cui partecipano circa 1000 stakeholders del settore. Quest’anno la Conferenza si svolgerà a Poole (Inghilterra), il 18 e 19 Maggio, sul tema “Il futuro dei nostri mari“.

Opportunità di finanziamento

L’UE offre finanziamenti per le priorità strategiche della politica marittima integrata (regolamento 508/2014). Le risorse vengono erogate nell’ambito:

  • dei programmi di lavoro annuali, con una dotazione totale di 259 milioni di euro per il periodo 2014-2020;
  • dei programmi operativi del FEAMP.

Inoltre, la politica marittima è attuata attraverso:

i fondi strutturali e d’investimento europei

il programma Horizon 2020

il programma LIFE+

il programma COSME

Il FEAMP – Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca – è il fondo per la politica marittima e della pesca dell’UE per il periodo 2014-2020, e rappresenta uno dei 5 Fondi strutturali e d’investimento che, complessivamente, contribuiscono a mettere in atto la strategia Europa 2020. Per una miglior legiferazione e attuazione delle politiche europee, la Commissione, attraverso consultazioni pubbliche, chiede regolarmente il punto di vista dei cittadini e degli stakeholders in merito alle politiche da attuare in materia di affari marittimi e pesca, in modo che possano esprimere le loro opinioni e fornire il proprio feedback su ogni proposta legislativa.

Sulla base degli obiettivi stabiliti nel Regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, il Programma di Lavoro 2017 relativo al FEAMP contiene il calendario delle call previste per il 2017 con i relativi budget e periodi indicativi di pubblicazione.

Attualmente sono aperte le seguenti call, gestite dall’Agenzia Esecutiva per le PMI (EASME) nell’ambito del FEAMP:

Pianificazione dello spazio marittimo. Budget: 5.960.000,00 – Scadenza: 28 Aprile 2017

Attuazione del Common Information Sharing Environment (CISE) per il settore marittimo dell’Unione europea: garantire l’interoperabilità dei sistemi informatici nazionali per consentire lo scambio di informazioni più efficiente all’interno ed oltre i confini. Budget: 2.490.000,00 – Scadenza: 15 Giugno 2017.

A livello nazionale, il FEAMP viene attuato attraverso un Piano Operativo e prevede misure a gestione statale e misure a gestione regionale. Per l’Italia, nel periodo 2014/2020, il fondo dispone di una dotazione finanziaria comunitaria pari a 537,2 milioni di euro (risorse gestite dal MIPAAF, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Direzione generale per la pesca marittima e l’acquacoltura) a cui si aggiunge un cofinanziamento nazionale per un totale di circa 980 milioni di euro. Di queste risorse, 18 milioni di euro sono destinati alla Toscana.

Attualmente, la Regione ha pubblicato i seguenti bandi di finanziamento nell’ambito del PO FEAMP 2014/2020:

Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca;

Investimenti produttivi nel settore dell’acquacoltura;

Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura

Documentazione di riferimento

Comunicazione della Commissione Europea Crescita blu: Opportunità per una crescita sostenibile dei settori marino e marittimo”

Comunicazione della Commissione Europea “L’innovazione nella Blue Economy: realizzare il potenziale dei nostri mari e oceani per l’occupazione e la crescita”

Roadmap “Conoscenza Marina 2020: tabella di marcia di accompagnamento alla comunicazione”