La direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione Europea ha definito per la prima volta i requisiti comuni di accessibilità per alcuni prodotti e servizi fondamentali destinati a persone con disabilità dell’Unione Europea, attraverso la pubblicazione dell’Atto Europeo sull’Accessibilità dello scorso dicembre.

La proposta di direttiva intende affrontare, in qualità di obiettivo strategico, gli impegni assunti all’interno della strategia europea sulla disabilità 2010-2020, attraverso l’eliminazione delle barriere che sul mercato interno ostacolano la libera circolazione dei principali prodotti e servizi, che migliorano la qualità della vita dei disabili e che sostengono la loro piena partecipazione all’interno della società.

Il tema dell’accessibilità sta diventando sempre più centrale nelle politiche di sviluppo della UE: attualmente sono presenti in Europa circa 80 milioni di persone affette da un certo grado di disabilità, un numero che si stima arriverà a circa 120 milioni, a causa del fenomeno demografico dell’invecchiamento della popolazione.  Nel 2011 la UE ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, al cui art.9 si determina “l’obbligo di garantire alle persone con disabilità l’accesso su base di uguaglianza con gli altri, all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali.”

La Direttiva proposta intende quindi orientare gli Stati Membri a conformarsi alla Convenzione, e armonizzare i requisiti di accessibilità su specifici prodotti e servizi,  attualmente regolamentati in maniera divergente tra i diversi Stati Membri. Le differenze in materia di requisiti nazionali di accessibilità, difatti, scoraggiano i singoli professionisti, le PMI e le microimprese, in particolare nell’avviare iniziative imprenditoriali al di fuori del proprio mercato nazionale.

I requisiti sull’accessibilità, indicati nell’Allegato I alla proposta, sono di tipo funzionale e non sono volutamente definiti ad un livello tecnico di dettaglio, sul principio di una “progettazione per tutti” e nell’ottica di garantire più ampie possibilità di innovazione dei prodotti/servizi. I requisiti comuni di accessibilità si applicheranno anche in relazione alle norme UE sugli appalti pubblici e per quanto concerne l’uso dei fondi UE. La direttiva inoltre, sulla base del principio della “proporzionalità”, specifica che i requisiti di accessibilità dovrebbero applicarsi soltanto se e in quanto non impongano un onere sproporzionato agli operatori economici interessati  o non richiedano un cambiamento dei prodotti e servizi che comporterebbe una loro modifica sostanziale, conformemente ai criteri specificati. Una clausola di buonsenso a favore di micro e piccole imprese.

I prodotti e servizi oggetto della direttiva sono frutto di tavoli di consultazione tra cittadini, imprese e organizzazioni della società civile, e sono indicati qui di seguito:

Prodotti: hardware e sistemi operativi informatici generici; terminali self-service (sportelli automatici, macchine per l’emissione di biglietti; terminali per il check-in); apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori relative a servizi telefonici; apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori relative a servizi di media audiovisivi.

Servizi: servizi telefonici e relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori; servizi di media audiovisivi e relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori; servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, ferroviari e per vie navigabili; servizi bancari; libri elettronici (e-book); commercio elettronico.

Impatto per i cittadini: L’iniziativa, attraverso la riduzione degli ostacoli per le persone con disabilità  permetterà: una migliore accessibilità di prodotti e servizi di comune utilizzo per i cittadini, come apparecchi telefonici , servizi bancari e servizi di trasporto, sia in termini quantitativi che in termini di economici; una migliore accessibilità all’istruzione e al mercato del lavoro; un allungamento della vita lavorativa per le persone più anziane; una più piena partecipazione nella società per persone affette da disabilità.

Impatto per le aziende: Le imprese, ed in particolare le PMI, potranno beneficiare dell’eliminazione delle barriere causate dalla frammentazione normativa del mercato, grazie alla creazione di un unico pacchetto di requisiti che potrà apportare trasparenza e riduzione dei costi. La Commissione Europea ha stimato che l’attuale disomogeneità delle normative sull’accessibilità potrebbe costare alle aziende circa 20 miliardi di euro nel 2020, un valore che l’Atto Europeo sull’Accessibilità mira a ridurre del 40-50%. I produttori e i fornitori di servizi potranno quindi esportare più agevolmente prodotti e servizi conformi ai requisiti UE, ed il commercio trasfrontaliero risulterà più semplificato.

L’Atto Europeo sull’Accessibilità, oltre la Proposta di Direttiva, comprende tre allegati (ALL I – Requisiti in materia di accessibilità per prodotti e servizi; ALL 2 – Procedura di Valutazione della conformità dei Prodotti; ALL 3 – Informazioni sui Servizi che soddisfano i requisiti di Accessibilità) e un Piano di Implementazione.